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Professioni sanitarie, Beux: «La macchina del nuovo ordine multi-albo è in marcia» (da Sanità 24 ore)

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Accelera il passo la macchina del nuovo Ordine multi-albo, istituito dalla legge Lorenzin, che accoglierà 19 professioni sanitarie. E 225mila professionisti, a partire da giugno, dovranno avviare le procedure per l’iscrizione al nuovo Ordine dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm Pstrp). Il cronoprogramma della complessa operazione è stato già fissato nel corso della Prima Convention del 18 marzo scorso all'Exposanita di Bologna. E le procedure da diramare a tutte le associazioni maggiormente rappresentative saranno definite entro maggio. «Non è una passione burocratica ma un vademecum indispensabile - spiega Alessandro Beux, presidente del nuovo Ordine - per rendere il più possibile certo e omogeneo il percorso e per garantire tutti: da un lato i professionisti, che saranno trattati nello stesso modo ovunque. Dall’altro per blindare i rappresentanti che gestiranno le selezioni e le iscrizioni ai relativi albi dall’ondata di ricorsi che sicuramente arriverà». Perché “Tutti alzeranno la mano, ma non tutti potranno entrare. Solo chi ha seguito un adeguato percorso formativo”. 

Il processo sarà lungo e faticoso da un punto di vista organizzativo, quale sarà il primo passo? 
Intanto andranno nominati i rappresentanti delle associazioni delle singole professioni - potranno essere da uno a cinque per ogni regione- che dovranno istruire le pratiche di iscrizione ai nuovi albi (17 più i due preesistenti dei tecnici radiologi e degli assistenti sanitari). Si è convenuto di scegliere persone con una conoscenza normo-giuridica adeguata, perché oltre a vagliare la documentazione, dovranno conoscere molto bene la storia dei percorsi formativi, riconoscendo gli idonei.

La gestione del percorso di avvio del nuovo ordine sarà per forza di cose informatizzata? 
La gestione dematerializzata del processo è unica strada per accelerare i tempi e rispettare i 18 mesi di scadenza per la messa a regime del nuovo organismo, a settembre 2019.

Che fine faranno le associazioni, una volta che il nuovo Ordine sarà completamente operativo? 
Fatta salva la funzione di predisposizione del fascicolo per l’iscrizione all’ordine finché non ci saranno le commissioni d’albo rimarranno lì dove sono a fare ciò che hanno sempre fatto. Nessuna apocalisse quindi.

Il professionista dovrà mettere in conto una spesa di circa 300 euro per iscriversi all’Ordine multi-albo. Ci sarà qualche agevolazione? 
Si parla di circa 300 euro. Ma l’obiettivo è di limare il più possibile la cifra e agevolare il pagamento. Quel che è certo è che andrà pagata la tassa di concessione governativa, che è richiesta da una legge dello Stato. A noi arriverà solo una ricevuta. Stiamo invece valutando cosa far pagare per la prima iscrizione del 2018, ma lo stesso trattamento sarà riservato a chi si iscrive per la prima volta nel 2019, tra tassa annua e contributo di segreteria. Su questo stiamo aspettando i pareri dei nostri legali e dei nostri commercialisti, per avere una certezza sia legale che fiscale su quello che si può fare.

Una volta terminata l'operazione di popolamento dell'Super-Ordine, si apre la questione degli operatori che restano esclusi dal processo di selezione dei titoli formativi. Che accadrà ai tanti giovani che magari hanno sbagliato percorso formativo in buona fede? 
Alcune associazioni stanno pensando di avviare dei percorsi formativi integrativi che concedano al professionista una chance per rientrare nel mondo del lavoro. Il tema è molto delicato e per certi versi drammatico. Le regole del gioco sono chiare. Per lavorare bisogna essere iscritti all’ordine e per iscriversi all’ordine serve un titolo adeguato. Questo resta un punto di riferimento, non si allargano le maglie e non si faranno sanatorie. Però c’è un passato. Tra gli operatori che non hanno il titolo giusto, ci sono quelli che non l’hanno mai cercato e hanno approfittato delle lacune normative, altri invece che in buona fede hanno seguito i percorsi che erano disponibili e laddove sarà possibile faremo di tutto per creare opportunità che consentano alle persone di recuperare lo scarto, in sei mesi o un anno. Ma il concetto che deve passare è che l’asticella è stata fissata e per passare bisogna superarla almeno di un millimetro.

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